Si è svolta martedì, all’Università Sapienza di Roma, la quarta edizione del Digital Sustainability Day: l’evento annuale che la Fondazione per la Sostenibilità Digitale organizza in occasione dell’anniversario della propria istituzione, nonché principale incontro dedicato a guardare tendenze, fatti e prospettive della sostenibilità digitale in Italia.
Tantissimi i temi toccati, insieme a rappresentanti istituzionali, leader aziendali e accademici, con l’obiettivo di esplorare in modo approfondito le dinamiche che legano il digitale alla sostenibilità: dal ruolo della sostenibilità digitale nel servizio pubblico a quello nella comunicazione, passando per i principali progetti messi in campo dalla Fondazione e dai propri partner nell’ultimo anno di attività.
Tra questi, l’evento è stato anche occasione per presentare l’edizione 2025 dell’Osservatorio per la Sostenibilità Digitale, realizzato in collaborazione con l’Istituto San Pio V ed incentrato quest’anno sul tema delle Generazioni. Obiettivo: capire come persone di diverse fasce d’età – Gen Z, Millenials, Gen X e Baby Boomers – percepiscono e utilizzano il digitale per promuovere un futuro più sostenibile.
“Con questo studio, il nostro obiettivo è stato quello di comprendere come il rapporto con il digitale cambi in base all’età e quali siano le sfide e le opportunità che ne derivano”, ha spiegato Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. “Il risultato è che non esiste un’unica transizione digitale, ma percorsi differenti a seconda delle generazioni, ognuno con le proprie peculiarità e criticità. E con queste, peraltro, i numeri sfatano alcune convinzioni consolidate sulla percezione e il punto di vista dei giovani su sostenibilità e digitalizzazione”.
Una nuova partnership tra AGID e la Fondazione per la Sostenibilità Digitale
Ad aprire la giornata di lavori, anche quest’anno, è stato Alberto Marinelli, Prorettore alla Comunicazione della Sapienza e da sempre membro del Comitato Scientifico della Fondazione, che insieme al Presidente Stefano Epifani ha introdotto i temi in agenda, per poi lasciare spazio ad un importante annuncio: quello della nuova partnership tra la Fondazione per la Sostenibilità Digitale e l’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID). “La sostenibilità non è un’opzione ma una necessità”, ha commentato Mario Nobile, Direttore Generale di AGID. “Oggi riflettiamo su come integrare la sostenibilità nelle politiche digitali, affrontando alcuni temi cruciali: l’approccio generazionale rispetto all’uso consapevole della tecnologia, le strategie per gestire la crescente domanda di data center e servizi digitali e il contributo delle tecnologie emergenti nella riduzione degli sprechi. Il digitale deve essere un motore di cambiamento positivo, un mezzo e non un fine”.
Prassi di Riferimento: gli strumenti della sostenibilità digitale
Con ritmo serrato, sono stati poi affrontati i temi che hanno dato origine ad alcuni dei progetti più importanti della Fondazione. Con Giulia Parenti, Head of Digital Products di Plenitude, e Mimmo Squillace, Presidente UNINFO e Responsabile Normazione della Fondazione, si è parlato dell’importanza di misurare e certificare la sostenibilità digitale, e di quanto uno strumento dedicato possa fare la differenza in questa direzione. Al centro della discussione, per una panoramica sullo stato dell’arte dei lavori e sui prossimi passi, la UNI-PdR 147:2023 sulla Sostenibilità Digitalela prassi di riferimento che definisce le condizioni che un progetto di trasformazione digitale dovrebbe avere per essere coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile di Agenda 2030 e della quale è in audizione pubblica la nuova versione.
Ma se rendere il digitale sostenibile è un obiettivo strategico per le aziende, in un momento storico in cui i media, soprattutto digitali, sono sempre più centrali, anche la comunicazione deve fare la sua parte. Per questo motivo, quest’anno, la Fondazione ha costituito un gruppo di lavoro in partnership con IAB Italia e con la collaborazione di Eni e Plenitude, per lavorare alla redazione di una Prassi di Riferimento UNI per la sostenibilità nella Comunicazione e nell’Advertising Digitale. A fare il punto sull’avanzamento dei lavori in una tavola rotonda dedicata sono stati Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, Aida Racaku, Head of Digital Strategy & Media di Plenitude e Roberto Ferrari, Head of Digital Communication Experience & Strategy di Eni e Coordinatore dell’iniziativa, che prevede di definire dei KPI per misurare la sostenibilità delle campagne di comunicazione digitale, con particolare attenzione agli impatti ambientali, economici e sociali. Le aree di analisi comprendono le infrastrutture tecnologiche, i contenuti e i canali digitali, con l’obiettivo di creare un modello di comunicazione che deve e dovrà essere sempre più trasparente e sostenibile a 360 gradi. Questo panel si è aperto con un keynote di Roberto Natale, consigliere di amministrazione di RAI e membro del Comitato di Indirizzo della Fondazione, che ha ricordato il ruolo centrale del Servizio Pubblico nella promozione della Sostenibilità e quello portante della digitalizzazione come motore di sostenibilità. Nel suo intervento, Roberto Natale ha evidenziato che tale ruolo è ribadito nel Contratto di Servizio RAI e ciò deve fare della sostenibilità uno degli elementi portanti della strategia RAI. Cosa che, in tempi di Intelligenza Artificiale, non può che comportare l’adozione di uno schema interpretativo basato sulla sostenibilità digitale per definire la direzione nella quale procedere.
Sostenibilità Digitale e servizi pubblici
Importante, poi, l’approfondimento sui punti di contatto tra i servizi pubblici e la Sostenibilità Digitale. A partire da quelli con il settore idrico, tema sul quale la Fondazione, insieme al gruppo di lavoro Sustainable Water – composto da quattro tra le più importanti realtà del comparto presenti sul territorio, come Acquedotto Pugliese, Gruppo CAP, Italgas e MM – ha lavorato con grande attenzione: il risultato, presentato da Marco Barra Caracciolo, Chairman e CEO di Bludigit-Italgas e Rappresentante del gruppo di lavoro, è stato un Position Paper che evidenzia, attraverso esempi concreti, il ruolo che le tecnologie digitali possono avere nella gestione sostenibile della risorsa idrica. Un documento che i promotori si auspicano possa essere a supporto di tutti gli operatori del settore, in modo da avviare iniziative virtuose in modo partecipato.
Mauro Minenna, Direttore Generale di ACI Informatica, ha invece parlato di quale dovrebbe essere il ruolo delle in-house per lo sviluppo IT nella Pubblica Amministrazione, presentando uno dei progetti più recenti della Fondazione: il Decalogo delle In-house per la Sostenibilità Digitale, un documento in dieci punti sviluppato insieme alle in-house che ad oggi fanno parte della Fondazione, da ACI Informatica a Lepida, da Informatica Alto Adige a Trentino Digitale che vuole evidenziare il ruolo chiave di queste realtà nella creazione del futuro digitale e sostenibile della PA.
In questo spazio non poteva mancare un focus sul punto di vista della politica, che nella sfida della sostenibilità digitale ricopre un ruolo da protagonista. Un ruolo che però, per essere svolto al meglio, come evidenziato dall’On. Enzo Amich, Membro della Commissione IX della Camera dei Deputati, non può prescindere da una chiara visione degli obiettivi che si vogliono raggiungere: “la politica, prima di tutto, deve avere consapevolezza di cosa sia la sostenibilità. Una consapevolezza che ci consenta di maturare quella struttura in grado di farci cambiare passo. Questo è fondamentale perché, ad oggi, non possiamo permetterci di perdere altro tempo nell’affrontare questa sfida”.
“Credo che in questo contesto geopolitico globale, in cui il concetto di sostenibilità, a tutto tondo, sta venendo messo in discussione, l’Unione Europea abbia il compito ambizioso di guidare la doppia transizione verde e digitale”, ha sottolineato poi l’On. Giulia Pastorella, Membro della Commissione IX della Camera dei Deputati ed anch’essa presente all’evento “La politica deve guardare all’innovazione senza scetticismo o timore, ricercando il giusto equilibrio tra nuove tecnologie, digitalizzazione e sostenibilità ponendosi obiettivi ragionevoli e accompagnando i cittadini e le PMI nella transizione ambientale e digitale”.
Sostenibilità e digitale: una questione anagrafica?
La consapevolezza è alla base delle competenze che muovono i comportamenti: e se questo è importante per le istituzioni, lo è allo stesso modo per la società, che deve diventare parte attiva del cambiamento sostenibile attraverso il digitale. È proprio su questi aspetti che, fin dalla sua istituzione, si muovono le analisi dell’Osservatorio sulla Sostenibilità Digitale della Fondazione che, attraverso l’indice DiSI – sviluppato in collaborazione con l’Istituto San Pio V – nella rilevazione di quest’anno si è concentrato nell’esaminare come l’appartenenza a una specifica fascia d’età influenzi le percezioni e i comportamenti degli italiani nel campo della sostenibilità digitale.
I risultati, presentati e commentati da una platea di esperti come Paolo De Nardis (Istituto San Pio V), Gianni Dominici (ForumPA), Paola Salomoni (Università di Bologna) e Massimo Fedeli (ISTAT), sembrano smentire alcuni luoghi comuni sul rapporto dei giovani con sostenibilità e digitale: in sintesi, se è vero che le nuove generazioni usano il digitale molto più delle precedenti, non sempre riescono a trasformare questa familiarità in azioni sostenibili concrete. Mostrando quindi come l’essere “nativi digitali” non sempre significhi saper usare gli strumenti per obiettivi più importanti, e confermando come la formazione su questi temi debba riguardare tutti, a partire dai più giovani.
Uno sguardo al futuro
In chiusura dei lavori, uno sguardo al futuro. In primo luogo, agli Stati Generali della Sostenibilità Digitale 2025: il network di top manager – dell’innovazione e non – costituito ormai tre anni fa dalla Fondazione e che, anche quest’anno, si riunirà per tracciare la strada per un futuro più sostenibile e digitale per il nostro Paese. Ad annunciare la nuova edizione dell’evento Marzio Bonelli, CIO di MM e membro del Comitato Organizzatore, insieme a Fabio Meloni (Deda Next), Alessia Monteleone (R1 Group) ed Ernesto Nigro (DXC Technology), rappresentanti di tre aziende che, nel ruolo di main partner, accompagnano da sempre l’iniziativa della Fondazione. Tante le attività e i progetti nati nell’ambito degli Stati Generali in questi anni, come il programma Digital4Aid: il progetto nato per identificare, progettare e donare alla comunità progetti che, grazie al digitale, affrontano problemi collegati agli SDG di Agenda 2030. Dopo la presentazione di MySMART Diary, il primo progetto nato in seno al Digital4Aid e dedicato al trattamento dei disturbi del comportamento alimentare (DCA), la Fondazione e la community degli Stati Generali non hanno intenzione di fermarsi qui: l’obiettivo, come annunciato da Francesco Castanò, Vicedirettore Generale di ACI Informatica e Membro del Comitato Promotore, è infatti quello di identificare un nuovo progetto sul quale lavorare già nei prossimi mesi.
Ma non solo. Dopo i saluti finali di Luciano Guglielmi, Direttore del Comitato di Indirizzo, e Beppe Carrella, storico membro del Comitato della Fondazione, è stato il momento della presentazione del progetto più recente della Fondazione: gli Junior Fellow, il gruppo di under 30 rappresentato da Matteo Bozzoli e Giovanna Lanza, nato per sensibilizzare i giovani e avvicinarli, attraverso contenuti dedicati come podcast e campagne social, ai temi della Sostenibilità Digitale. Un’iniziativa che, considerando i dati presentati nel corso dell’evento, nasce al momento giusto, e sulla quale, come sottolineato dal Presidente Stefano Epifani, la Fondazione crede fortemente, per cominciare a costruire insieme alle nuove generazioni un futuro che veda nel digitale un imprescindibile motore di sostenibilità.
















