ImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImage

Il digitale è lo strumento chiave per la trasformazione sostenibile, e questo vale soprattutto per un settore complesso e cruciale come quello energetico. Ma perché questo potenziale non resti puramente teorico occorre fare sistema, spingendo verso la creazione della consapevolezza e delle competenze necessarie a rendere la sostenibilità digitale un elemento strategico per il presente e il futuro del nostro Paese.

È per cooperare al raggiungimento di questo obiettivo che E.ON Italia, uno dei principali operatori energetici del Paese impegnato nella vendita di soluzioni innovative per un consumo più efficiente dell’energia, ha deciso di entrare a far parte del network della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. A parlarcene è Daniela Leotta, Chief Strategy, Sustainability and Communication Director di E.ON Italia e nuova componente del Comitato di Indirizzo della Fondazione: laureata in Scienze Economiche, prima del suo ingresso in E.ON ha lavorato per diversi Gruppi internazionali come Metro, EnBW, EDF ed Edison, ricoprendo ruoli nel Marketing, Sales, Strategy, Finance e Controlling. Nell’azienda dal 2008, ha guidato con successo negli anni numerosi progetti di trasformazione tecnologica e di miglioramento dell’esperienza del cliente.

Per una “nuova energia”

Per E.ON la sostenibilità è un pilastro strategico: ha orientato e continua a orientare le nostre scelte di business, definisce la nostra ambizione e rafforza il ruolo di playmaker che vogliamo avere nella transizione energetica.” Esordisce così Daniela Leotta, spiegando come l’impegno dell’azienda in questo campo, nel nostro Paese, si esprima anche con azioni concrete partite da lontano, e come sia profondamente radicato nel territorio. “Per fare un esempio, dal 2011 con l’iniziativa Boschi E.ON abbiamo già piantato oltre 135.000 alberi insieme ai nostri clienti, con l’obiettivo di contrastare il cambiamento climatico attraverso la riforestazione. Abbiamo inoltredato vita, insieme al nostro partner tecnico Rete Clima, a dei Biodiversity Lab, che non sono soltanto dei laboratori, ma strumenti di consapevolezza per i visitatori rispetto alla complessità e la bellezza della biodiversità. Tutto questo perché vogliamo realizzare delle iniziative che abbiano un impatto reale sui territori in cui agiamo, coinvolgendo cittadini, scuole e partner, per aumentare la consapevolezza e rendere possibile una nuova energia che nasca da un equilibrio più armonico tra innovazione, natura e comunità. È una nostra responsabilità, come espresso anche dal claim del gruppo: It’s on us to make new Energy work”.

Il digitale come pilastro della trasformazione sostenibile

Una trasformazione sostenibile, come sottolineato ancora da Daniela Leotta, soprattutto in un settore complesso come quello energetico, è però possibile solamente attraverso un’adozione consapevole del digitale. “È per questo che in E.ON Italia interpretiamo questa sfida come una tripla transizione integrata – energetica, digitale e sociale – che richiede un approccio sistemico e coordinato. Solo così possiamo costruire un futuro in cui la tecnologia non sia fine a sé stessa, ma strumento per una sostenibilità concreta, accessibile e condivisa. Il digitale per noi è il pilastro portante di un sistema energetico che sta cambiando tantissimo”, ha spiegato:

pensiamo alla generazione distribuita legata, ad esempio, all’aumento del fotovoltaico, che richiede un sistema energetico che nelle sue componenti sia più flessibile, distribuito ma anche accessibile. E ancora, la riduzione degli sprechi, il miglioramento dell’efficienza e il coinvolgimento dei cittadini sono tutti aspetti che passano molto dal digitale: basti pensare alle piattaforme per la creazione di comunità energetiche, che permettono da un lato la gestione ottimizzata dei consumi, e dall’altro una democratizzazione dell’energia amplificandone l’accesso. Nella nostra visione, il digitale è la possibilità di integrare in maniera intelligente la tecnologia dentro i processi di trasformazione: non è quindi solo adottare soluzioni digitali, ma farlo in una logica di impatto”.

Ciò significa, in altri termini, utilizzare il potenziale della tecnologia digitale per abilitare una trasformazione responsabile, sostenibile, e che tenga conto del contesto – ambientale ma anche sociale – in cui viene realizzata. “In quest’ottica, per noi, la sostenibilità digitale è fondamentale perché rappresenta il ponte tra l’innovazione tecnologica, la società e l’ambiente: per noi è molto importante misurare il nostro impatto, e il digitale offre tutti gli strumenti per farlo. Tutto questo fa del digitale un’opportunità, ma anche una responsabilità. La domanda oggi non è infatti se utilizzarlo, ma come utilizzarlo per favorire equità sociale e la riduzione della pressione sull’ambiente”.

Insieme per un obiettivo comune

La sfida, quindi, è quella di creare e diffondere consapevolezza sul significato e l’importanza della sostenibilità digitale: sulla necessità di guardare ai rischi e le opportunità che i nuovi strumenti dischiudono, per indirizzarli al meglio verso il raggiungimento degli obiettivi che la sostenibilità ci pone di fronte. E questa è una sfida che può essere vinta soltanto attraverso la collaborazione: “Abbiamo scelto di entrare nella Fondazione per la Sostenibilità Digitale perché crediamo che sfide complesse come la transizione energetica, digitale e sociale non possano essere affrontate da soli”, ha spiegato Daniela Leotta. “La sostenibilità digitale è un ambito ancora giovane ma ricco di opportunità, che va esplorato in un’ottica di ecosistema, insieme ad altri attori che condividono la nostra visione. È importante lavorare su metriche comuni, confrontarci su best practice e creare sinergie tra aziende di settori diversi. Siamo convinti che questo network possa unire competenze, accelerare il cambiamento e alimentare un dialogo costruttivo su temi cruciali come l’etica dei dati, la governance delle tecnologie e l’uso consapevole del digitale. Solo così il digitale può diventare un vero alleato della sostenibilità, intesa non solo in chiave ambientale, ma anche sociale”.

Lorenzo Maria Papale
SCRITTO DA Lorenzo Maria Papale

Dottore in Comunicazione e Marketing, impegnato nella ricerca come Staff della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. Redazione di TechEconomy20230.

©2025 Fondazione per la sostenibilità digitale

Tech Economy 2030 è una testata giornalistica registrata. Registrazione al tribunale di Roma nr. 147 del 20 Luglio 2021

Powered by DTILab  - Designed by Fattoria Creativa - Developed by EHT