Anche la quinta edizione del Digital Sustainability Day, l’evento annuale della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, è giunta alla sua conclusione. L’edizione 2026, che ha avuto luogo anche quest’anno nella cornice della Sapienza Università di Roma, ha messo al centro un tema importante: “Consumatori, imprese e istituzioni: la sfida della sovranità cognitiva”. Evidenziando, attraverso gli autorevoli interventi che si sono susseguiti nell’arco di una mattinata, come la sfida della sostenibilità digitale passi dalla capacità di costruire consapevolezza e responsabilità condivise tra cittadini, imprese e istituzioni, affrontando temi sempre più strategici come intelligenza artificiale, sostenibilità e sovranità digitale.
Sotto la guida di Chiara Martinoli, giornalista di Sky TG 24, l’evento è stato aperto dal videomessaggio con i saluti istituzionali del Sen. Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, oltre che dal benvenuto dei “padroni di casa” della giornata, Luca Dezi, Direttore Dipartimento CORIS della Sapienza, e Alberto Marinelli, Prorettore della Sapienza. “Queste occasioni ci consentono di riflettere su ciò che è stato fatto e di rilanciare sulle nuove sfide che abbiamo da affrontare”, ha commentato Alberto Marinelli. “Fare un percorso che transiti, senza soluzione di continuità, dalla sovranità digitale alla sovranità cognitiva, è una sfida assolutamente strategica per l’università. Ed è un percorso che, come dimostra la natura stessa della Fondazione, non può essere fatto da soli: dobbiamo necessariamente lavorare insieme”.
L’azione istituzionale
La prima Tavola rotonda di giornata, introdotta da Mauro Minenna, Direttore Generale di ACI Informatica e VP con delega alle Aziende e alla PA della Fondazione, è stata dedicata alla discussione su sostenibilità e sovranità cognitiva – temi centrali di questa giornata. Non solo per comprendere cosa si intende con questi termini, ma anche, e soprattutto, per capire perché su questi temi sia così importante interfacciarsi con le istituzioni. “In questo campo, come AgID, abbiamo elaborato delle linee guida, grazie ad un’interazione anche con la Fondazione”, ha spiegato Mario Nobile, Direttore Generale di AgID e membro del Comitato di Indirizzo della Fondazione. “Questo perché la sovranità richiede consapevolezza, e la consapevolezza richiede a sua volta competenze. Per questo noi, non da soli, ma con la Fondazione, le imprese, tanti soggetti istituzionali e altri portatori di interesse, cerchiamo di dare dei segnali. L’Italia ha tanti punti di forza, come le nostre università: per questo dobbiamo essere ottimisti sulla nostra capacità di diffondere competenze alle imprese e alla società civile, sfruttando anche l’enorme forza del sistema universitario italiano”.
La tavola rotonda, grazie agli interventi dell’Avv. Giovanni Battista Gallus (VP con delega alle Politiche Normative e Affari Regolamentari della Fondazione), e in particolare di Arianna Fanuli (VP con delega alle Relazioni Istituzionali della Fondazione) e dell’On. Enzo Amich, è stata inoltre l’occasione per presentare alla platea il nuovo Intergruppo Parlamentare sulla Sostenibilità Digitale e la Sovranità Tecnologica, che coinvolge la Fondazione in qualità di Comitato Tecnico Scientifico. Il suo compito, come raccontato, sarà quello di promuovere in ambito istituzionale un confronto costante sui temi legati alla trasformazione digitale. “Viviamo in un’epoca in cui il digitale non è più soltanto uno strumento, ma l’infrastruttura stessa dell’economia, della società e delle istituzioni”, ha commentato l’On. Enzo Amich, Presidente dell’Intergruppo. “Per questo parlare di innovazione, senza affrontare i temi della sostenibilità e della sovranità, non è più sufficiente. È per questa ragione che l’Intergruppo si fonda su questi due criteri fondamentali: sostenibilità digitale e sovranità tecnologica. L’Intergruppo non vuole essere solo uno spazio di confronto, ma uno strumento stabile, trasversale e concreto. Un luogo dove studiare e confrontarsi con il mondo accademico, con le imprese, con la società civile e le istituzioni. La sfida è enorme, ma lo è anche l’opportunità di trasformare il digitale in una leva di sviluppo autonoma e sostenibile per il futuro della nostra nazione”.
L’Osservatorio 2026
Nel corso della giornata, sono stati poi presentati i risultati della ricerca condotta attraverso l’Osservatorio per la Sostenibilità Digitale, realizzato dalla Fondazione in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici San Pio V e, per la prima volta, insieme ad Adiconsum Nazionale e Confcommercio. L’indagine che ha coinvolto i consumatori è stata realizzata nell’ambito del progetto DICO Sì, di cui Adiconsum è promotrice, progetto finanziato dal MIMIT – D.D. 12 maggio 2025.Il rapporto 2026, basato come sempre sull’indice DiSI ideato dalla Fondazione stessa, si intitola “Digitale e Sostenibilità nell’Italia che produce e consuma”, e introduce una prospettiva inedita per il panorama italiano: il confronto diretto tra domanda (cittadini) e offerta (microimprese), superando la storica separazione tra l’analisi dei comportamenti dei consumatori e quella delle dinamiche aziendali.
I risultati della ricerca, presentati dal Presidente Stefano Epifani e commentati sul palco da Gianfrancesco Romeo (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), Luciano Gaiotti (Confcommercio), Andrea Di Palma (Adiconsum), Stefano Denicolai (Università di Pavia), Alberto Marinelli (Sapienza) e Paolo De Nardis (Istituto di Studi Politici S. Pio V), evidenziano un fatto: mentre i consumatori evolvono rapidamente nelle abitudini e nelle aspettative digitali, il sistema produttivo – soprattutto quello delle piccole realtà – è chiamato ad accelerare per non restare indietro. Ed è una sfida che riguarda tutti, e che richiede consapevolezza, competenze e capacità di agire in modo coordinato. “I dati dell’Osservatorio ci restituiscono una fotografia che dovrebbe far riflettere chiunque abbia responsabilità di policy industriale nel nostro Paese”, ha spiegato Stefano Epifani. “La trasformazione digitale è il risultato di milioni di decisioni quotidiane che avvengono su due fronti simultanei, quello della domanda (scelte di consumo, scelte di fiducia, scelte di adozione di tecnologie) e quello dell’offerta (decisioni di investimento in innovazione, scelte di quali servizi offrire, strategie di comunicazione), in un contesto sempre più fortemente intermediato dalle piattaforme digitali”.
La quinta edizione degli Stati Generali della Sostenibilità Digitale
Non poteva mancare, poi, lo spazio dedicato alla presentazione dei prossimi Stati Generali della Sostenibilità Digitale, l’evento organizzato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale e che nel 2026 giungerà alla sua V Edizione.
A raccontarlo non potevano che essere Nicola Mangia (AD di DXC Technology Italia), Fabio Meloni (CEO di Deda Next), Alessia Monteleone (CEO di R1 Lease) e Vincenzo Granato (Country Manager di Commvault Italia), rappresentanti delle aziende al fianco della Fondazione nel rendere possibile, come main partner, questa iniziativa. E che hanno evidenziato come il valore di questa Community, che nel tempo si è allargata – non solo in termini numerici, ma anche di competenze – sia quello di non limitarsi alle parole, ma di essere improntata alla generazione di idee, fatti e progetti concreti.
Il lavoro non si ferma, e grazie al contributo di questa community di top manager, non solo dell’innovazione, guarda già al futuro, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il proprio impatto.
L’era della concretezza: i progetti della Fondazione
Esposti i temi, tanti e importanti, l’ultima fase del Digital Sustainability Day 2026 è stata dedicata alla concretezza: il racconto, cioè, dei progetti concreti che hanno animato in questi mesi il lavoro quotidiano della Fondazione e dei suoi partner.
Si è quindi parlato dell’importanza della Normazione, come strumento strategico per misurare la sostenibilità. Un concetto da tempo caro alla Fondazione, e che ha portato, grazie anche al contributo di Domenico Squillace, Presidente UNINFO e Responsabile Normazione FSD, alla nascita di due Prassi di Riferimento UNI: la UNI/PdR 147:2025 prima, che definisce requisiti e KPI per la sostenibilità dei progetti di trasformazione digitale e, più recentemente, la UNI/PdR 187:2026, dedicata alla sostenibilità della comunicazione digitale. Dopo mesi di intenso lavoro da parte dei tavoli di lavoro coinvolti, guidati rispettivamente da Salvatore Marras, Responsabile Formazione della Fondazione e Roberto Ferrari, Responsabile Comunicazione Gruppi di Lavoro della Fondazione, i documenti sono pubblicati e pronti per essere utilizzati dalle organizzazioni interessate. Come, peraltro, stanno già facendo organizzazioni importanti come Rai nel caso della PdR 147:2025, come raccontato nel corso della tavola rotonda proprio da Massimo Rosso, Direzione Ufficio Acquisti Rai e membro del Comitato di Indirizzo della Fondazione.
Ma non solo: al centro del racconto ci sono stati anche progetti che vedono l’Intelligenza artificiale come strumento strategico per generare impatti positivi sulla società. Tra questi mySMART Diary, la web app che usa IA e modelli di mentalizzazione per supportare i pazienti con disturbi del comportamento alimentare, raccontata da Giuliano Castigliego, Responsabile Scientifico del progetto, e nata nel contesto degli Stati Generali della Sostenibilità Digitale, come primo risultato del programma Digital4Aid. E poi ancora PRIMUS, plasmato da competenze che vanno dalla psicologia cognitiva alle neuroscienze applicate fino all’IA, e sviluppato con Enel Foundation anch’esso nell’ambito di Digital4Aid: il progetto, nello specifico, esplora come la sicurezza sul lavoro possa essere rafforzata integrando pratiche di prevenzione con una comprensione più approfondita delle condizioni emotive e cognitive che influenzano la percezione e la gestione del rischio negli ambienti di lavoro ad alto rischio. E visto che non c’è due senza tre, dallo stesso programma sta per partire un altro progetto, figlio della collaborazione tra la Fondazione e Trentino Digitale, con Deda Next come partner tecnico, che si pone l’obiettivo di utilizzare l’Intelligenza artificiale per favorire l’inclusione sociale delle categorie più fragili nel territorio del Trentino: ad annunciarlo è stato Kussai Shahin, Direttore Generale di Trentino Digitale e membro del Comitato di Indirizzo della Fondazione, e ulteriori dettagli del progetto verranno comunicati nei prossimi giorni.
Stessi obiettivi, ma più in grande
La Fondazione cresce, come evidenziato nel finale da Luciano Guglielmi, Direttore Operations della FSD, che ha mostrato la nuova Struttura Organizzativa, e nei suoi saluti conclusivi da Beppe Carrella, Responsabile dello Sviluppo del Network Associativo della FSD. E con essa si moltiplicano le iniziative, gli eventi, i progetti. Ma l’obiettivo della Fondazione, fin dal primo giorno, resta sempre lo stesso: quello di non fermarsi agli slogan, scendendo sul piano della concretezza per generare un impatto tangibile su ambiente, economia e società. Il lavoro non si ferma, per far sì che, grazie al contributo di un network associativo sempre più nutrito, la sostenibilità digitale diventi una vera leva di sviluppo per il futuro del nostro Paese.
Nei prossimi giorni verrà pubblicato un altro articolo con la descrizione più approfondita dei temi trattati e dei dati presentati.
















