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SOCIETÀ/

Intelligenza Artificiale, Sostenibilità Digitale e Normazione Tecnica

C’è una domanda che dovremmo porci ogni volta che parliamo di sostenibilità digitale: come facciamo a sapere se un progetto digitale è davvero sostenibile?

Non nel senso retorico del termine ma in quello reale e concreto: con quali metriche lo misuriamo? Chi lo verifica? Come facciamo a confrontarlo con un altro progetto? Magari in un’altra azienda o in un altro Paese? Senza una risposta a queste domande, la sostenibilità digitale rischia di restare uno strumento di greenwashing. La risposta? Utilizzando la normazione tecnica

Il doppio volto del digitale

Il digitale ha un doppio volto che non sempre viene messo a fuoco: dietro ogni connessione, ogni algoritmo, ogni servizio digitale, si nascondono due realtà contrapposte.

– Da un lato il digitale consuma: i data center, le reti, i dispositivi, i modelli di AI generativa richiedono enormi quantità di energia, acqua, materie prime critiche. Si stima che addestrare un grande modello linguistico possa emettere quanto cinque automobili a benzina nell’intero arco della loro vita. Non è un dettaglio secondario: è un impatto sistemico e crescente.

– Dall’altro abilita: ottimizza i processi industriali, riduce gli sprechi, supporta le decisioni per la twin transition. Possiamo dire che il digitale è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Il punto critico: senza metriche condivise e processi verificabili, non riusciamo a distinguere chi fa davvero la differenza da chi produce solo greenwashing digitale. Ed è qui che entra in gioco la normazione tecnica che aiuta a rendere possibile la sostenibilità digitale.

I gruppi di lavoro internazionali ed europei

A livello internazionale, i due comitati tecnici di riferimento in ISO/IEC JTC 1 “Information Technology” sono SC 42 e SC 39, con perimetri complementari.

ISO/IEC JTC 1 SC 42 “AI” ha pubblicato nel 2025 l’ISO/IEC TR 20226:2025 “Environmental Sustainability Aspects of AI Systems”. È il primo framework organico per misurare e mitigare gli impatti ambientali dei sistemi AI lungo l’intero ciclo di vita.  Il documento introduce strategie operative come il “carbon-aware scheduling”e il ”federated learning” e affronta aspetti concreti quali consumo energetico nelle fasi di training e inferenza, impronta idrica dei data center, emissioni di carbonio, impatto dei materiali, fine vita.

– ISO/IEC JTC 1 SC 39 “Sustainability, IT and Data Centres” lavora invece sulla sostenibilità dell’infrastruttura digitale nel suo complesso: metodi di valutazione, pratiche di progettazione, operation e management per l’efficienza delle risorse e la resilienza ambientale di IT e data center. Ha appena pubblicato la ISO/IEC TS 20125-1:2026 “Digital Services Ecodesign” che definisce i principi di ecodesign per i servizi digitali lungo tutto il loro ciclo di vita.

I due comitati lavorano insieme perché i data center che ospitano i sistemi AI e le metriche ambientali dell’AI stessa sono due facce della stessa medaglia.

A livello europeo, il punto di riferimento per l’AI è il CEN/CENELEC JTC 21, che dal 2023 ha ricevuto il mandato dalla Commissione Europea per sviluppare le norme armonizzate a supporto dell’AI Act.

Il JTC 21 adotta e adatta gli standard internazionali di SC 42 al contesto europeo e sviluppa specifiche norme armonizzate legate agli obblighi del regolamento. Sul fronte della sostenibilità ha già pubblicato il CEN/CLC/TR 18145:2025 “Green and Sustainable AI”, con linee guida su efficienza energetica, ottimizzazione delle risorse e minimizzazione dell’impatto lungo il ciclo di vita dei sistemi AI. È in corso inoltre un progetto su “Sustainable AI Guidelines and Metrics”, con componenti specifiche su metodologie di misurazione del consumo energetico, calcolo dell’impronta di carbonio e framework di reportistica.

Il ruolo dell’Italia: UNINFO e le commissioni nazionali

L’Italia partecipa attivamente a tutti questi tavoli attraverso UNINFO, l’Ente Federato UNI con delega alla normazione delle tecnologie informatiche e loro applicazioni.

Sul fronte dell’AI, la UNI/CT 533 “Intelligenza Artificiale” è la commissione nazionale che gestisce la partecipazione italiana a ISO/IEC JTC 1 SC 42 e a CEN/CENELEC JTC 21. È il luogo dove si forma la posizione italiana, si costruisce il consenso tecnico e si portano le istanze del sistema-Paese nei tavoli internazionali ed europei.

Sul fronte dell’infrastruttura digitale sostenibile, la UNI/CT 519 “Tecnologie abilitanti per la digitalizzazione e la sostenibilità dei processi delle imprese” copre le attività di ISO/IEC JTC 1 SC 39 e i temi della twin transition. È il raccordo tra la sostenibilità dell’AI e quella dell’infrastruttura che la ospita.

Gli strumenti operativi: UNI/PdR 147 e UNI/PdR 187

Il lavoro internazionale ed europeo necessita di strumenti operativi nazionali che lo traducano nella pratica quotidiana delle organizzazioni. La Fondazione per la Sostenibilità Digitale ha sviluppato con UNINFO e UNI due prassi di riferimento che svolgono esattamente questa funzione.

UNI/PdR 147:2025 “Sostenibilità digitale: requisiti e indicatori per i processi di innovazione” definisce 50 KPI distribuiti lungo l’intero ciclo di vita dei progetti digitali, con una metrica a cinque livelli di maturità ispirata al Capability Maturity Model. La novità strategica della versione 2025 è il raccordo esplicito con gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards): le organizzazioni soggette agli obblighi CSRD possono usare la prassi come strumento operativo per la propria disclosure ESG relativa ai progetti digitali. L’introduzione della certificazione di terza parte completa la trasformazione da strumento di autovalutazione a framework verificabile da organismi accreditati.

UNI/PdR 187:2026 “Sostenibilità digitale della comunicazione e della pubblicità” estende il perimetro alla comunicazione digitale, definendo i requisiti che strategie, pratiche e progetti comunicativi devono rispettare per allinearsi ai 17 SDG dell’Agenda 2030. Articola KPI sulle componenti strategiche, infrastrutturali, tecnologiche, organizzative e contenutistiche della comunicazione, con attenzione all’interazione tra strumenti digitali, messaggi, canali e destinatari. Si applica all’intero ciclo di vita delle iniziative comunicative: dalla definizione delle strategie, alla progettazione delle campagne, al monitoraggio degli impatti in ottica ambientale, sociale, economica e culturale.

Insieme, le due prassi coprono due pilastri fondamentali della sostenibilità digitale: i processi di trasformazione e la comunicazione, rendendo entrambi misurabili, verificabili e certificabili.

Conclusione: la normazione come infrastruttura della sostenibilità

La normazione tecnica non finisce sui giornali. Non genera titoli. Serve a rendere certa e verificabile l’informazione sulla sostenibilità digitale dei data center e sui sistemi AI. È quell’infrastruttura invisibile che rende possibile qualsiasi politica pubblica efficace, qualsiasi mercato trasparente, qualsiasi dichiarazione di sostenibilità che voglia essere presa sul serio.

I tavoli di ISO/IEC JTC 1 SC 42, di ISO/IEC JTC 1 SC 39 e del CEN/CENELEC JTC 21, insieme alle commissioni nazionali UNI/CT 533 e UNI/CT 519 stanno costruendo le fondamenta condivise su cui poggerà la sostenibilità digitale dei prossimi anni.

Le prassi UNI/PdR 147 e UNI/PdR 187 le portano dentro le organizzazioni italiane, rendendole operative oggi.

È importante che in questo processo ci sia il contributo attivo di imprese, università e pubblica amministrazione. Per questo è centrale il ruolo di UNINFO che raccoglie le istanze del sistema-Paese e le porta nei tavoli internazionali ed europei; come anche quello della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, punto di riferimento della sostenibilità digitale in Italia e Socio Onorario UNINFO, che traduce il lavoro normativo in strumenti operativi concreti per le organizzazioni. 

Partecipare ai comitati tecnici nazionali, adottare le prassi di riferimento disponibili e contribuire a scrivere le regole del gioco della sostenibilità digitale è una responsabilità collettiva che non può restare senza risposta.

Domenico Squillace
SCRITTO DA Domenico Squillace

Presidente UNINFO, Responsabile Normazione Fondazione per la Sostenibilità Digitale

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