Come si porta un’organizzazione complessa come Rai a integrare in modo strutturale i principi della sostenibilità digitale nei propri progetti di trasformazione? E, soprattutto, come si coinvolgono gli ingegneri e i responsabili tecnici, spesso concentrati sul “cosa funziona meglio”, a considerare anche “come” una soluzione viene progettata e con quali impatti ESG?
Tre anni fa, queste domande hanno acceso il percorso che ha portato Rai a diventare uno dei primi grandi player italiani ad applicare con un approccio ponderato e progressivo la prassi UNI PdR 147:2025, la metodologia di riferimento in Italia per la misurazione della sostenibilità dei progetti digitali attraverso 50 KPI collegati ai 17 SDGs dell’ONU.
Dal primo test alla strategia: l’inizio del percorso
Tutto nasce da un primo confronto con la Fondazione per la Sostenibilità Digitale e dalla partecipazione della Direzione Acquisti e della Direzione Rai per la Sostenibilità – ESG alla revisione della precedente versione della Prassi UNI PdR 147:2023. Grazie anche alla collaborazione con la Direzione Tecnologie, si è proceduto a testare l’applicabilità dei KPI ad alcuni progetti, consentendoci di dare il nostro contributo in termini di suggerimenti e idee. Nel frattempo, Rai ha sviluppato il Piano di Sostenibilità, un progetto integrato con il proprio Piano Industriale e il Contratto di Servizio, che considera i temi ESG fondamentali nella trasformazione in una Digital Media Company.
Su queste basi, a luglio 2025, dopo oltre un anno di lavoro interdisciplinare, il CdA della Rai ha approvato e pubblicato nella sezione Trasparenza del sito web istituzionale, il Codice di Condotta dei Fornitori – allegato del Codice Etico – che prevede il concetto di Sostenibilità Digitale come uno dei valori “pilastro” insieme a Diritti Umani, Ambiente ed Etica. Ma quello è stato solo il primo passo.
Dalla policy alla pratica: formare, misurare, migliorare
Stabilire una policy non basta: servono persone consapevoli, strumenti di misurazione e processi ripetibili. Per questo, insieme a Rai Academy è stato avviato un percorso di formazione e workshop rivolto alla Direzioni maggiormente coinvolte nella trasformazione digitale:
– Direzione Tecnologie;
– Direzione ICT
– Direzione CRIT;
– Direzione Reti e Piattaforme;
– Direzione Teche;
– Direzione Acquisti.
I progetti misurati
Ogni Direzione ha sottoposto alla Prassi un proprio progetto rappresentativo. I progetti proposti dalle Direzioni sono particolarmente significativi sia sul piano della trasformazione digitale che su quello del cambiamento organizzativo.
La Piattaforma Acquisti Digitale di Rai: il procurement diventa “data-driven” e “once only”
La Direzione Acquisti gestisce ogni anno un volume considerevole di procedure: negli ultimi 3 anni sono stati generati circa 12.000 contratti, per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro, coinvolgendo oltre 3.800 fornitori.
Per affrontare questa complessità, Rai ha evoluto la propria Piattaforma di Approvvigionamento Digitale, oggi giunta alla terza generazione di adozione. Il nuovo sistema introduce gestione integrata dell’Albo Fornitori, principio del “Data Once Only”, integrazione con l’ERP aziendale e utilizzo di funzionalità di intelligenza artificiale per ricerca avanzata e supporto alla generazione documentale. L’obiettivo è rendere più efficiente e sostenibile il lavoro dei Responsabili Unici di Progetto, riducendo oneri amministrativi, errori e ridondanze informative.
Post-Produzione da remoto: tecnologie più leggere, meno consumi, meno CO2
Il progetto della Direzione Tecnologie introduce un nuovo paradigma per le sale di montaggio, prevedendone la dematerializzazione. Le attività di editing possono essere effettuate ovunque, con poche periferiche, senza la necessità di recarsi fisicamente nelle tradizionali sale attrezzate. I benefici sono molteplici: riduzione delle apparecchiature e dei consumi energetici; minori spostamenti del personale tecnicoeditoriale; conseguente diminuzione della CO2 associata; maggiore rapidità nell’allestimento di postazioni di montaggio “sul posto”. Un esempio concreto di come la digitalizzazione operativa possa non solo supportare modelli operativi più agili ed efficaci ma possa anche contribuire alla sostenibilità ambientale.
Virtual LIS: l’inclusione passa attraverso avatar e motion capture
Il Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica (CRIT) ha sviluppato Virtual LIS, una piattaforma dedicata all’accessibilità per le persone sorde segnanti. Il sistema utilizza avatar digitali, un database di gesti acquisiti tramite tecniche di “motion capture”, e un motore di traduzione che converte i testi in sequenze in Lingua dei Segni. La piattaforma viene già utilizzata in contesti didattici, culturali e informativi, ove non sia disponibile personale specializzato. Un caso emblematico è RAImondo, la guida virtuale del Museo della Radio e della Televisione, realizzata con la collaborazione dell’ENS.
Rinnovo dell’infrastruttura storage: il cuore tecnologico della trasformazione
La Direzione ICT ha avviato un processo di modernizzazione delle infrastrutture di calcolo, rete e storage, fondamentali per sostenere la crescente domanda di servizi digitali e le esigenze ESG dell’azienda. L’intervento combina miglioramenti tecnicofunzionali, maggiore efficienza energetica, riduzione dei costi di gestione e supporto strategico alla trasformazione digitale.
Digitalizzazione delle Pellicole TG: un patrimonio storico verso il futuro
Il progetto della Direzione Teche è uno dei più significativi per valore culturale: digitalizza e metadata 350.000 pellicole dei telegiornali dal 1952 al 1985. I punti chiave sono: workflow strutturato con 10.000 pellicole trattate ogni mese; controllo qualità automatico e manuale realizzato da team composto da personale specializzato; archiviazione nel “Catalogo MultiMediale (CMM)” e nella Teca Digitale SFERA; conservazione a lungo termine su data tape capacitivi LTO e library automatizzate. Un’infrastruttura tecnologica progettata “ad hoc” da Rai coordina l’intero processo, garantendo qualità, tracciabilità e fruibilità futura.
Documentazione del palinsesto con IA: verso la metadatazione nearrealtime
L’enorme patrimonio audiovisivo digitalizzato ha richiesto una revisione sostanziale dei processi di classificazione e descrizione dei contenuti. Rai ha quindi recentemente avviato un progetto di documentazione basato sull’adozione di tecnologie assistite dall’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di entrare pienamente a regime nel corso del 2027.
Le evoluzioni previste dal progetto consistono nell’acquisizione automatica dei contenuti video, trascrizione dei dialoghi secondo standard Rai, classificazione basata su tassonomie aziendali, analisi e segmentazione nearrealtime dei programmi del palinsesto Rai, e drastica riduzione dei costi esterni (-87% rispetto ai livelli attuali). Il ruolo del documentatore si trasforma: dalla catalogazione manuale alla supervisione della qualità dei dati generati dall’IA, contribuendo alla crescita delle competenze interne.
Ottimizzazione della piattaforma RaiPlay
Il progetto della Direzione Reti e Piattaforme si propone di ottimizzare e reingegnerizzare la piattaforma RaiPlay, intervenendo sull’enorme archivio di contenuti distribuiti attraverso la CDN, che garantisce l’erogazione dei contenuti su tutti i dispositivi e su tutto il territorio nazionale. L’approccio è quello di un tuning continuo sulla produzione e sulla distribuzione degli asset multimediali, con l’obiettivo di ridurre progressivamente costi e consumi energetici lungo tutta la catena tecnologica, mantenendo una elevata esperienza utente e garantendo che lo sviluppo digitale rispetti criteri ESG. Il tutto è documentato e misurabile attraverso i KPI previsti dalla Prassi UNI/PdR 147, con un miglioramento dell’accessibilità fino al raggiungimento della conformità WCAG di livello AA.
I sette progetti qui presentati rappresentano solo una parte del percorso che Rai sta intraprendendo. La Prassi UNI/PdR 147:2025 ha permesso di misurare con maggiore precisione l’impatto dei progetti, offrendo una visione concreta della capacità di Rai di innovare preservando la memoria, la cultura e il patrimonio informativo nazionale.
Cosa è emerso dalla misurazione dei progetti
Il confronto dei risultati ha mostrato performance superiori alle medie di mercato, con punti di forza evidenti sul SDG 9 (Innovazione e Infrastrutture), e aree di miglioramento sugli SDG 3 (Salute e Benessere) e SDG 7 (Energia Pulita e Accessibile).
Più dei numeri, però, è emersa una cosa: la Prassi ha generato conversazioni nuove, consapevolezza diffusa e l’avvio spontaneo di nuovi ragionamenti progettuali.
Perché il percorso non si conclude qui
La sostenibilità digitale richiede continuità, aggiornamento, confronto e – soprattutto – misurazioni ripetute nel tempo. I prossimi passi della Direzione Acquisti di Rai potranno avvenire in tre direzioni:
1. Supporto alle direzioni tecniche: per integrare la prassi in modo stabile nei processi.
2. Protocollo interno per la misurazione sistematica dei progetti digitali, con criteri condivisi e un approccio scalabile.
3. Estensione alla catena di fornitura attraverso:
– Requisiti ESG nei processi di qualificazione;
– Elementi di premialità nelle gare basate sulla qualità;
– Promozione della certificazione delle performance secondo UNI/PdR 147:2025.
Questo approccio permetterebbe a Rai di aderire agli indirizzi del Piano di sostenibilità digitale, soddisfare i requisiti di rendicontazione CSRD e migliorare i suoi impatti ESG, favorendo una trasformazione sostenibile nel settore tecnologico nazionale.
Accendere e mantenere la fiamma
Costruire un sistema di sostenibilità digitale ricorda l’arte di accendere un fuoco: servono strategia, pazienza, materiali giusti e la capacità di alimentare la fiamma nel tempo.
La strada è tracciata e i primi risultati lo confermano: Rai sta provando a dimostrare che la sostenibilità digitale non è un adempimento, ma un fattore di competitività, innovazione e responsabilità verso il Paese.
















