La cultura è un elemento imprescindibile, quando si parla di sostenibilità digitale. È la base solida su cui costruire una trasformazione tanto importante, quanto complessa. Ed è la condizione essenziale per comprendere i rischi, ma soprattutto le grandi opportunità che risiedono nelle tecnologie, e dunque per gestire la trasformazione digitale in modo tale da generare reale valore.
Di questo e altro abbiamo parlato con Carlo Colapietro, Prorettore con delega per le strategie sulla sicurezza digitale dell’Intelligenza Artificiale e sulla protezione dei dati personali all’Università degli Studi Roma Tre, in questa intervista realizzata in occasione dell’ingresso dell’Ateneo nel network della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. Professore ordinario per il settore scientifico-disciplinare “Diritto costituzionale e pubblico”, Carlo Colapietro è anche Direttore del Centro di Ricerca interdipartimentale Europeo di Studi Avanzati sull’Innovazione Digitale (IDEAS) presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre. È autore di oltre 200 pubblicazioni in materia di governo e pubblica amministrazione, di fonti del diritto, di giustizia costituzionale e di diritti fondamentali, con specifico riferimento ai diritti sociali ed allo Stato sociale, oltre che in materia di diritti legati alle nuove tecnologie – in particolare, diritto alla protezione dei dati personali, Intelligenza Artificiale e cybersecurity.
Quando il digitale crea valore (sostenibile)
“Roma Tre si definisce un ateneo moderno e dinamico, e la sostenibilità è uno dei suoi valori fondanti”, ha spiegato Carlo Colapietro. Evidenziando come quello dell’Ateneo sia, in primo luogo, un percorso culturale, perché è quella la base dalla quale partire per far sì che la sostenibilità possa avere un reale impatto. “L’Università ha aderito alla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) e ha avviato un percorso strutturato per integrare i principi di sostenibilità in tutte le sue missioni: didattica, ricerca, terza missione e gestione delle strutture. L’Ateneo si ispira agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, e sta costruendo una strategia condivisa che entrerà a far parte del Piano Strategico di Ateneo. Per coordinare questo impegno, Roma Tre ha istituito una struttura dedicata alla diffusione della cultura della sostenibilità all’interno della comunità accademica e nel territorio. Nello specifico, dopo aver istituito il Gruppo di Lavoro ‘Roma Tre Sostenibile’, ha inoltre costituito, nell’aprile 2025, il sottogruppo ‘Bilancio di Sostenibilità’, con il compito di definire metodologie e standard redazionali idonei a misurare, rappresentare e comunicare in modo efficace l’ampia e intensa attività sostenibile svolta dall’Università. In questo quadro, la sostenibilità non è un tema accessorio, ma un orientamento culturale e operativo che guida le nostre scelte istituzionali”.
Ed è proprio in coerenza con l’impegno dell’Ateneo verso Agenda 2030 che, ci ha spiegato, il digitale copre un ruolo da protagonista. “La sostenibilità digitale, per Roma Tre, non significa solo ridurre l’impatto ambientale delle tecnologie, ma orientare l’intero ecosistema digitale – infrastrutture, servizi, competenze, processi – verso un modello che generi valore per la comunità accademica e per il territorio. In questa prospettiva, il digitale diventa un fattore abilitante della sostenibilità: permette di ottimizzare i consumi, migliorare l’accessibilità, favorire la trasparenza, sostenere la qualità della didattica e della ricerca e rendere più efficiente la gestione amministrativa. Allo stesso tempo, richiede consapevolezza critica, perché la trasformazione digitale comporta costi energetici, cicli di vita dei dispositivi, rischi di esclusione e nuove responsabilità etiche. Per Roma Tre la sostenibilità digitale è importante perché si colloca al centro della strategia di sviluppo dell’Ateneo, che mira a un modello organizzativo capace di coniugare innovazione e responsabilità. La sostenibilità digitale diventa così un impegno culturale, oltre che tecnico. Siamo, infatti, fortemente impegnati a formare studenti e personale a un uso consapevole delle tecnologie, a progettare servizi inclusivi, a ridurre sprechi e inefficienze e a contribuire a una cittadinanza digitale più matura”.
Sostenibilità digitale dalla teoria alla pratica
Come sottolineato da Carlo Colapietro, per Roma Tre la sostenibilità è quindi un principio trasversale che orienta governance, servizi, formazione e terza missione. E, in questo quadro, la sostenibilità digitale diventa un’estensione naturale dell’impegno dell’Ateneo. “Questo per noi vuol dire educare all’uso consapevole delle tecnologie, alla tutela dei diritti digitali, alla sicurezza informatica, all’accessibilità e alla capacità di valutare criticamente l’impatto sociale ed energetico degli strumenti digitali.
Il nostro contributo agli studenti consiste nel trasformare questi principi in esperienze formative concrete: corsi che integrano etica, diritto e tecnologia; laboratori che mostrano come i dati e l’intelligenza artificiale possano essere utilizzati in modo trasparente e sostenibile; percorsi interdisciplinari che collegano la transizione ecologica a quella digitale. Allo stesso tempo, la ricerca e la terza missione permettono di coinvolgere gli studenti in progetti reali, in cui la sostenibilità digitale diventa pratica quotidiana: dalla progettazione di servizi inclusivi alla collaborazione con enti e imprese per diffondere modelli responsabili di innovazione”.
Verso un’Intelligenza artificiale sicura e sostenibile
In questo senso, tra gli ambiti di maggiore interesse per l’Ateneo – come oggi, del resto, per l’intera società – c’è quello dell’Intelligenza artificiale. Un campo che Carlo Colapietro conosce molto bene, ricoprendo in Roma Tre il ruolo di Prorettore con delega per le strategie sulla sicurezza digitale dell’IA e sulla protezione dei dati personali: temi, questi, fortemente interconnessi a quello della sostenibilità. “La connessione tra sicurezza digitale dell’IA, protezione dei dati personali e sostenibilità è oggi strutturale. La sostenibilità non riguarda più soltanto l’ambiente, ma la capacità delle istituzioni di garantire nel tempo sistemi affidabili, equi e rispettosi dei diritti. In questo senso, un ecosistema digitale sicuro è una condizione necessaria per qualunque modello di sviluppo sostenibile.
La sicurezza dell’IA incide direttamente sulla sostenibilità sociale, perché tutela le persone da discriminazioni algoritmiche, manipolazioni informative e utilizzi impropri dei dati. Senza queste garanzie, la fiducia collettiva nelle tecnologie si erode e diventa impossibile costruire processi inclusivi e duraturi. Allo stesso tempo, la protezione dei dati personali è un elemento di sostenibilità istituzionale: preserva l’integrità delle relazioni tra cittadini e amministrazioni, riduce i rischi sistemici e permette di sviluppare servizi digitali affidabili. C’è poi una dimensione ambientale spesso trascurata: le tecnologie di IA hanno un impatto energetico significativo e richiedono infrastrutture che devono essere progettate secondo criteri di efficienza, trasparenza e responsabilità. In sintesi, sicurezza dell’IA, tutela dei dati e sostenibilità non sono ambiti paralleli, ma parti di un’unica architettura. Lavorare su uno di questi fronti significa rafforzare anche gli altri, perché tutti concorrono a costruire un futuro digitale affidabile, giusto e duraturo”.
L’importanza di lavorare insieme
Ed è per accelerare su questi temi, dalla diffusione di una cultura della sostenibilità digitale alla gestione responsabile della trasformazione digitale, che Roma Tre ha deciso di intraprendere questo percorso con la Fondazione. “L’ingresso nel network della Fondazione nasce dalla volontà di collocare l’Ateneo all’interno di una comunità nazionale che ritiene che la trasformazione digitale debba essere parte integrante della sostenibilità ambientale, sociale ed economica”, ha spiegato Carlo Colapietro. “Ciò offre inoltre l’opportunità di sviluppare collaborazioni con altri enti pubblici e privati, favorendo la nascita di progetti di ricerca, percorsi formativi e iniziative congiunte che ampliano la portata delle azioni già intraprese dall’Ateneo. Entrare a far parte di questa rete significa anche contribuire attivamente al dibattito nazionale sulla sostenibilità digitale, portando l’esperienza e le competenze maturate, anche nel settore dell’innovazione digitale, all’interno dell’Università Roma Tre.
Infine, la partecipazione al network consente di valorizzare e rendere maggiormente visibile l’impegno dell’Ateneo, rafforzandone il profilo istituzionale come soggetto innovatore e attento alla qualità della propria trasformazione digitale. In questa prospettiva, l’adesione non è solo un atto formale, ma un investimento strategico che sostiene la crescita culturale dell’Università Roma Tre”.
















