La tecnologia digitale deve essere sviluppata secondo criteri di sostenibilità e, allo stesso tempo, rappresentare uno strumento essenziale per la costruzione di un futuro sostenibile. È questo l’assunto che racchiude il concetto di Sostenibilità Digitale: un concetto che dovrà essere sempre più centrale nelle strategie e nell’operatività delle aziende e delle organizzazioni, oggi alle prese con una trasformazione digitale che non può essere ignorata, ma piuttosto gestita e ben indirizzata, perché possa esprimere il suo pieno potenziale.
Ed è proprio per aiutare aziende e organizzazioni ad applicare questi principi che, nel 2023, la Fondazione per la Sostenibilità Digitale ha pubblicato la Prassi di Riferimento UNI sulla Sostenibilità Digitale: un documento che definisce i requisiti e gli indicatori di prestazione (KPI) che i progetti e i processi di trasformazione digitale devono avere per essere considerati coerenti con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) di Agenda 2030. Documento che, a distanza di due anni e dopo un attento lavoro, è stato aggiornato – qui la nuova versione pubblicata sul sito UNI – per rispondere ancora meglio alle aspettative e ai bisogni delle organizzazioni che, in questo periodo, hanno potuto sperimentarne l’uso nei propri progetti. La nuova edizione della Prassi verrà presentata pubblicamente il 30 settembre in un webinar dedicato – le iscrizioni sono ancora aperte – insieme ai principali esperti che hanno partecipato alla sua realizzazione. In questo articolo, anche attraverso i commenti di chi vi ha lavorato, vediamo le principali novità di questa versione rinnovata.
Semplificazione e omogeneità: la nuova versione della Prassi
Nel complesso, la Prassi è uno strumento che orienta l’organizzazione nel valutare gli impatti di sostenibilità di un progetto – sia sui risultati che sui processi – e nell’identificare gli obiettivi di sviluppo sostenibile sui quali agire. Le organizzazioni che adottano una politica di sostenibilità digitale devono definire un piano d’azione per poterla attuare: qui la Prassi rappresenta uno strumento preziosissimo per le organizzazioni, ed è stata ulteriormente migliorata per favorirne l’adozione. “La prima versione della PdR 147 è del 2023. Dopo due anni di utilizzo sul campo è emersa una cosa molto semplice: serviva farla ‘funzionare meglio’ per chi la usa davvero nei progetti”, ha spiegato Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale.
“Le organizzazioni ci hanno chiesto soprattutto semplificazione e omogeneità. Per questo la revisione 2025 introduce una metrica unica a cinque livelli, ispirata ai livelli di maturità del Capability Maturity Model: la stessa scala per tutti i KPI, così la misurazione diventa comparabile nel tempo e tra progetti”.
Per questo aggiornamento, il gruppo di lavoro si è quindi impegnato in una revisione dei contenuti, con l’eliminazione dei KPI di difficile applicazione, una riclassificazione di quelli esistenti e, in particolare, con un rafforzamento degli aspetti che più mancavano nella pratica quotidiana: gli impatti organizzativi, i KPI di processo e quelli di procurement. L’obiettivo? Spostare il focus dalla sola tecnologia alla governance dei processi di trasformazione. “Nei primi due anni di applicazione della Prassi abbiamo raccolto molte indicazioni utili per rendere più facile e conveniente la sua applicazione: è stato quindi naturale ripensare anche agli indicatori”, ha sottolineato Salvatore Marras, Responsabile Public Sector della Fondazione e Direttore del Progetto. “Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza degli utenti e con un sondaggio abbiamo rilevato quelli più impegnativi e i suggerimenti per migliorarli. Tra le criticità c’era anche la misurazione, che variava da un KPI all’altro, e abbiamo trovato utile adottare una metodologia più omogenea ispirandoci al Capability Maturity Model. Per esempio, non è tanto importante il livello che raggiunge l’emissione carbonica (il CUE delle norme ISO) quanto il fatto che venga misurato, che sia monitorato e che, soprattutto, rientri in una logica di miglioramento continuo”.
Le novità: dagli indicatori alla certificazione
La Prassi, per garantire la misurazione del livello di sostenibilità digitale, individua 50 indicatori di performance: questi nascono da un’analisi nei differenti ambiti – architetture, infrastrutture e applicazioni – che caratterizzano le scelte sugli aspetti organizzativi e i criteri di sviluppo di progetto di trasformazione digitale. Gli indicatori sono riferiti a 11 dei 17 SDGs di Agenda 2030, e sono articolati in 23 obiettivi operativi (target). “La nuova versione della Prassi UNI/PdR 147 rappresenta uno strumento fondamentale per integrare in modo concreto la sostenibilità digitale nei processi operativi e decisionali aziendali”, ha commentato Giulia Parenti, Head of Digital Products di Plenitude. “In Plenitude, stiamo evolvendo il nostro modello di governance del portafoglio progetti IT e digital, con l’obiettivo di includere indicatori derivati dalla Prassi 147, utili a misurare l’impatto delle iniziative su temi chiave come energia pulita, innovazione e azione per il clima. Questo approccio ci consente di portare la sostenibilità digitale all’interno di un processo strategico aziendale. L’introduzione di un sistema di valutazione e monitoraggio basato su questi principi ci permette di superare una logica puramente economico-finanziaria, e di creare consapevolezza e attenzione sulla capacità delle iniziative a più alta maturità digitale nel generare impatti positivi, misurabili e sostenibili nel tempo”.
Altra necessità accolta dal gruppo di lavoro in questa revisione della Prassi è stata quella di allineare il framework con ciò che le imprese già rendicontano. È stato quindi inserito un principio di disclosure chiaro – risultati comunicati in modo trasparente, verificabile e accessibile – e la Prassi è stata connessa a reportistica ESG, ESRS, e ai criteri tecnici ambientali della EU Taxonomy. Infine, non per importanza, sono state introdotte delle specifiche per la certificazione, sia delle organizzazioni sia degli esperti, per fornire garanzie di competenza e di conformità. “La nuova UNI/PdR 147 trasforma la certificazione da semplice adempimento a strumento di misurazione e miglioramento continuo”, ha spiegato Giuliano Razzicchia, Digital Sustainibility di Enel Group. “Con l’adozione di un solido sistema di gestione, le aziende possono tradurre gli obiettivi di sostenibilità digitale in azioni concrete e misurabili attraverso KPI, dimostrando inoltre in modo trasparente il loro impegno grazie anche al supporto fornito dalla prassi per la rendicontazione aziendale. Non si tratta quindi di un vincolo burocratico, ma di una leva strategica per un futuro più efficiente e responsabile”.
Uno strumento importante verso Industria 5.0
La Prassi si colloca pienamente nello scenario delineato dall’approccio europeo dell’Industria 5.0, che integra sostenibilità, resilienza e centralità dell’essere umano nella trasformazione digitale. E questo, come sottolineato da Domenico Squillace, Presidente di UNINFO, la rende una “guida” importante nelle mani delle organizzazioni: “l’evoluzione verso l’Industria 5.0 rappresenta un cambio di paradigma per il sistema produttivo: sostenibilità, resilienza e centralità della persona diventano i pilastri attorno a cui costruire la trasformazione digitale. In questo scenario, la normazione tecnica assume un ruolo cruciale e strategico. Non è un semplice supporto, ma un fattore abilitante che rende l’innovazione affidabile, misurabile e condivisa. Agendo come un linguaggio comune tra imprese, istituzioni e società, fornisce criteri, metodologie e indicatori concreti per guidare le organizzazioni nella cosiddetta ‘twin transition’, garantendo che la digitalizzazione proceda di pari passo con la sostenibilità. La sfida, infatti, è prima di tutto culturale e organizzativa. Industria 5.0 ha bisogno di standard solidi e riconosciuti per tradurre i suoi valori e obiettivi in pratiche concrete. In questa prospettiva, la UNI/PdR 147 rappresenta un riferimento importante. UNINFO, come Ente Federato UNI per l’ICT, è pronto a farsi carico della sua trasformazione in norma tecnica: un passaggio strategico che consoliderebbe la Prassi e ne rafforzerebbe il ruolo quale strumento essenziale per misurare l’impatto sostenibile della digitalizzazione
















