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Il gas naturale è la terza fonte energetica al mondo e, anche in Italia, continua ad avere un ruolo chiave, rappresentando circa un terzo del mix energetico nazionale. È una risorsa ampiamente disponibile – con oltre 200 mila miliardi di metri cubi di riserve globali a fronte di 4 mila miliardi di consumi annui globali – e la sua facilità di trasporto ne favorisce accessibilità e sicurezza negli approvvigionamenti. E questo, unito alla sua minore impronta carbonica rispetto agli altri combustibili fossili, spiega la sua centralità, ancora attuale,  nel sistema energetico nazionale, anche in un contesto di transizione energetica spinta: sebbene, infatti, le rinnovabili siano in forte espansione in Italia, la loro natura intermittente attribuisce al gas il ruolo di fonte di “backup” più adatta a nostra disposizione, in grado di affiancarne la crescita e di bilanciare e garantire continuità e stabilità al sistema. È, quindi, quello che si può definire un vettore “ponte” nel percorso di transizione sostenibile, al quale non possiamo ancora permetterci di rinunciare: soprattutto in presenza di soluzioni tecnologiche che consentono oggi di ridurne, ulteriormente, l’impatto sull’ambiente.

Un aiuto dall’innovazione

Il gas naturale è composto principalmente da metano, e la sua combustione genera circa il 50% di emissioni in meno rispetto al carbone. E se questo lo rende, rispetto alle altre fonti fossili, più “pulito”, non significa che sia una fonte a zero emissioni: la sua combustione rilascia comunque CO2, e lo stesso metano, se disperso in atmosfera, rappresenta un potente gas serra. Ed è per questo che, per conciliare il suo utilizzo con il raggiungimento degli obiettivi climatici di lungo termine, è fondamentale continuare a investire nello sviluppo e nella diffusione di quelle soluzioni che, già oggi, consentono di ridurre ulteriormente le emissioni legate a questa fonte.

Tra le più importanti – e la cui efficacia è ribadita dalle principali organizzazioni internazionali – ci sono le soluzioni di cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2 (CCUS), già oggi a disposizione per la decarbonizzazione, in particolare, dei cosiddetti settori hard to abate. In breve, queste tecnologie consentono di intercettare la CO2 prodotta dalla combustione del gas, per poi riutilizzarla in processi industriali o stoccarla in forma stabile nel sottosuolo, impedendone quindi il rilascio in atmosfera. L’Italia sta già muovendo importanti passi in questo campo, soprattutto con il progetto Ravenna CCS: il primo progetto per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio permanente della CO2 nel nostro Paese, frutto della joint venture tra Eni e Snam. Nella fase 1 del progetto, iniziata a settembre 2024, l’obiettivo è catturare, trasportare e stoccare 25 mila tonnellate annue di CO2 dalle emissioni della centrale Eni di trattamento del gas naturale di Casalborsetti; con la fase 2, il cui avvio è programmato entro il 2030, la capacità di stoccaggio aumenterà progressivamente, e Ravenna CCS potrà assumere il ruolo di hub di riferimento per l’Europa Meridionale e il Mediterraneo. Il progetto, tra i più ambiziosi d’Europa, dimostra come si possa continuare ad utilizzare il vettore gas – nell’attesa dell’affermarsi di fonti più sostenibili – andando comunque verso il raggiungimento degli obiettivi climatici: sottolineando, quindi, il ruolo strategico dell’innovazione nel supportare il complesso percorso della transizione energetica.

Sicurezza degli approvvigionamenti: il ruolo del GNL

Anche la sicurezza degli approvvigionamenti è un tema centrale quando si parla di gas naturale. Soprattutto per un paese come l’Italia, nel quale la produzione interna sfiora appena il 5% e che è tradizionalmente dipendente da pochi gasdotti internazionali. 

In questo contesto, è il GNL (Gas Naturale Liquefatto) a rappresentare uno strumento strategico di diversificazione: attraverso il processo di liquefazione, che porta a ridurre il volume specifico del gas di circa 600 volte rispetto alle condizioni standard, è possibile trasportare, via mare con navi metaniere, grandi quantità di energia in spazi di molto ridotti.

La tipologia di trasporto offre una flessibilità di gran lunga maggiore, consentendo di importare gas da fornitori geografici lontani – non collegati all’Italia tramite gasdotti – e aumentando quindi enormemente il ventaglio di approvvigionamenti possibili. In altre parole, un idrocarburo con un mercato quasi solamente locale o regionale – in funzione della presenza di gasdotti che colleghino luogo di produzione e luogo di consumo – diventa così un vettore potenzialmente disponibile in tutto il mondo.

Attiva in questo ambito è Eni, che tramite la società controllata LNG Shipping Eni S.p.A. coordina il trasporto di GNL per mezzo di una flotta di navi noleggiate per periodi di tempo variabili: questo controllo diretto sul trasporto consente all’azienda di contribuire a garantire approvvigionamenti di gas che si adattano velocemente a opportunità di mercato e fluttuazioni della domanda, sia sul mercato interno italiano che sui principali hub globali. Ma non solo: l’azienda ha stipulato anche importanti partnership internazionali finalizzate allo sviluppo e alla diffusione di questa soluzione. Tra queste c’è quella con YPF, la principale società energetica argentina, per lo sviluppo del progetto Argentina LNG (ARGLNG): il progetto di sviluppo gas integrato, su larga scala, volto a sviluppare le risorse del giacimento onshore di “Vaca Muerta” e servire i mercati internazionali, esportando – in varie fasi indipendenti – fino a 30 milioni di tonnellate anno di LNG entro il 2030.

Insomma, per il suo minore impatto complessivo, così come per la versatilità e sicurezza di approvvigionamento, il gas naturale rappresenta non solo un vettore “ponte” verso un futuro rinnovabile, ma anche un asse portante della sicurezza energetica nazionale nel presente. La chiave, ancora una volta, è investire nell’innovazione: è in questo modo che l’uso di questa fonte potrà diventare più sostenibile, accompagnando in modo consapevole il cruciale percorso della transizione energetica.

SCRITTO DA redazione

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