Quando il 10% delle macchine fa il 90% del lavoro (e i cavalli spariscono)
Nel 1963, Derek J. de Solla Price scoprì una matematica spietata: in qualsiasi campo umano, metà dei risultati significativi proviene dalla radice quadrata del numero totale dei partecipanti. In un gruppo di 100 persone, solo 10 producono il 50% del valore. Una legge naturale della concentrazione produttiva che sembrava descrivere solo curiosità sociologiche.
Oggi, mentre le nostre macchine iniziano a replicarsi e ottimizzarsi da sole, la Legge di Price non è più una statistica accademica. È diventata il motore di quella che Erik Brynjolfsson del MIT chiama “compressione universale” – la riduzione incessante dei costi di tutto, ovunque, alla velocità che conosciamo: quella della fretta.
La Truffa delle Analogie Storiche
I “bravi” – quelli che stanno già bene e conducono le loro rivolte tecnologiche – amano ripeterci la stessa storia rassicurante: “Quando ci fu la trasformazione da agricoltura a industria si crearono milioni di posti di lavoro che non si conoscevano.” È una stupidaggine.
Le persone abbandonavano la campagna ma le fabbriche c’erano già. Non partivano verso il nulla sperando che qualcuno costruisse una fabbrica. Le alternative esistevano, con capitali investiti, infrastrutture pronte, reti commerciali funzionanti. La transizione fu possibile perché la nuova rete di sostegno era stata costruita prima, non dopo.
L’ingorgo fantasma di oggi è che ci raccontano la stessa storia mentre distruggono i lavori presenti senza aver costruito le alternative. “Non vi preoccupate, tra 10 anni…” Ma i dieci anni non arrivano mai, e nel frattempo chi perde il lavoro oggi che fa?
L’Estinzione Silenziosa: La Lezione dei Cavalli
Prendiamo un esempio ancora più illuminante: il passaggio dal cavallo all’automobile. Quando il cavallo era l’elemento chiave nei processi di logistica aveva la sua rete di sostegno: abbeveratoi, maniscalchi, veterinari, biada, centri di smistamento. Arriva l’automobile e ci mette anni a diffondersi perché non c’erano regole, distributori, meccanici, scuole di formazione. Si stava creando una nuova rete di sostegno da zero.
I “bravi” di oggi raccontano questa transizione come la “liberazione dei cavalli dalla fatica” – una visione poetica. Ma se guardiamo i numeri: dall’arrivo dell’automobile la popolazione dei cavalli è diminuita di oltre il 70%. Non liberazione – estinzione di massa.
Ecco l’adiacente possibile che nessuno vuole vedere: quando parlano di “liberare l’umanità dal lavoro”, forse dovremmo chiederci se finiremo come i cavalli.
La Truffa dei Tempi di Adozione
Un altro inganno retorico dei “bravi”: mostrano come per raggiungere un numero considerevole di utenti la macchina impiegò 50 anni, l’aereo altrettanto, poi fanno vedere come i vari media raggiungano centinaia di milioni di persone in poche ore.
Perché non dicono che questi ultimi numeri sono all’interno della stessa rete di sostegno? Dal cavallo all’automobile c’era una nuova rete da creare completamente. Da Instagram a TikTok è la stessa rete: internet, smartphone, data center, sistemi di pagamento. È come dire che cambiare canale TV è paragonabile a inventare la televisione.
In più, ai tempi la popolazione era analfabeta e senza soldi – figurati se il problema era prenotare un viaggio aereo o comprare un’automobile. Le barriere non erano tecnologiche ma socioeconomiche.
L’Aristocrazia Algoritmica
In un data center che gestisce migliaia di task di intelligenza artificiale, il 10% dei modelli – GPT, BERT, DALL·E, AlphaFold – gestisce l’80% del traffico computazionale mondiale. Il resto è marginale, destinato all’oblio digitale. Abbiamo creato una super élite computazionale che concentra potere produttivo come mai prima nella storia.
La differenza con le élite umane? Questa non ha ego, non fa sciopero, non chiede aumenti. Lavora 24 ore su 24, si auto-migliora, si replica. È l’aristocrazia perfetta per la cultura della fretta: efficiente, silenziosa, inarrestabile. Ma soprattutto: non ha bisogno di una nuova rete di sostegno. Usa quella che già esiste, la ottimizza, la concentra.
La Matematica dell’Abbondanza Senza Alternative
Quando Elon Musk ha tagliato l’80% del personale di Twitter applicando brutalmente la Legge di Price (“solo il 10% fa davvero la differenza”), stava sperimentando quello che diventerà normale: meno persone, più automazione, stessi risultati.
Ma la domanda cruciale è: dove va l’80% licenziato? Nel passaggio agricoltura-industria, andava nelle fabbriche già esistenti. Nel passaggio cavallo-automobile, i maniscalchi potevano diventare meccanici perché c’era una nuova rete da costruire. Oggi? L’automazione usa la rete esistente, la concentra, la ottimizza. Non crea nuove reti di sostegno che richiedono lavoro umano – le elimina.
Gli Ingorghi Fantasma della Deflazione
Come dice Fei-Fei Li di Stanford: “Non stiamo solo automatizzando il lavoro ripetitivo, stiamo automatizzando le competenze. La curva dei costi si sta spostando su tutta la linea.” Il risultato è quello che Mariana Mazzucato chiama il paradosso dell’epoca: “Siamo sull’orlo dell’abbondanza, ma le nostre istituzioni sono costruite per la scarsità.”
ChatGPT permette a un programmatore junior di fare in un giorno quello che prima richiedeva una settimana. Ma invece di liberare tempo per attività più creative, comprime i salari, elimina posizioni intermedie, concentra il potere nei pochi che controllano l’AI. È un ingorgo fantasma su scala planetaria: la tecnologia promette abbondanza, ma la distribuisce secondo la logica della scarsità.
La Deflazione che Non Ti Aspetti
Per generazioni, i responsabili politici hanno temuto l’inflazione. Oggi, la vera minaccia potrebbe essere l’opposto: una deflazione persistente guidata non da una crisi, ma dai progressi incessanti della tecnologia. Quando le AI progettano fabbriche, i robot si assemblano da soli, e le reti si riparano automaticamente, il costo marginale della produzione si avvicina a zero. Ma questo non significa che tutti avranno accesso ai benefici – significa che chi controlla il 10% delle macchine più produttive controllerà il 90% della ricchezza.
Come ha avvertito Ben Bernanke: “La deflazione può essere pericolosa quanto l’inflazione, perché si autoalimenta.” Quando i consumatori si aspettano prezzi più bassi domani, ritardano gli acquisti oggi. Quando i lavoratori si aspettano salari più bassi domani, riducono i consumi oggi.
Il 10% che Governa il 100%
La Legge di Price nell’era dell’autogenesi ci pone una domanda che non possiamo più rimandare: vogliamo un mondo dove il 10% delle macchine sostituisce il 90% delle persone, o un ecosistema in cui il 10% delle macchine potenzia il 100% delle persone?
La risposta non la daranno i mercati – la concentrazione è matematicamente inevitabile. La risposta la daremo noi, decidendo come distribuire i benefici dell’iperproduttività algoritmica.
L’Adiacente Possibile della Post-Scarsità
Forse la vera rivoluzione non sta nel resistere alla concentrazione produttiva, ma nell’immaginare nuove forme di distribuzione del valore che non dipendano dal lavoro umano come collo di bottiglia.
Se un algoritmo può diagnosticare tumori meglio di mille radiologi, il problema non è l’algoritmo – è come garantire che tutti abbiano accesso a quella diagnosi. Se un sistema AI può gestire la logistica globale con efficienza sovrumana, il problema non è la disoccupazione dei logistici – è come redistribuire il valore creato.
Ma per arrivarci, dobbiamo smettere di raccontarci favole sui “lavori del futuro” e affrontare la realtà dei numeri del presente. La matematica di Price è in movimento, e non aspetta le nostre analogie storiche.
Creative Construction nell’Era dell’Autogenesi
Non parliamo di distruzione creativa – parliamo di creative construction: costruire sistemi di distribuzione del valore che non dipendano dalla vendita del tempo umano.
L’anarchia tecnologica non è il caos della disoccupazione di massa. È l’opportunità di ripensare il lavoro, la ricchezza, il significato stesso dell’economia. Ma solo se smettiamo di aspettare che le fabbriche del futuro vengano costruite da sole.
I cavalli non hanno avuto scelta. Noi sì.
I numeri che contano oggi: Entro il 2050, secondo l’OCSE, l’intelligenza artificiale potrebbe ridurre del 50-70% il costo della maggior parte dei beni e servizi. La quota salariale globale sul PIL potrebbe diminuire di 7-15 punti percentuali nelle economie avanzate.
Non stiamo parlando di un futuro lontano. La matematica è già in movimento. E questa volta, non c’è una nuova rete di sostegno che ci aspetta dall’altra parte.
Benvenuti nell’era dove i numeri di Price incontrano la velocità della fretta. Benvenuti nell’autogenesi senza alternative.
















