Due giorni di aggregazione e condivisione, ma anche e soprattutto di dialogo e confronto aperto su temi di importanza strategica. Due giorni di lavoro dedicati a ragionare su come indirizzare al meglio un cambiamento dirompente, che è già in atto. Due giorni dai quali, anche quest’anno, sono emersi importanti spunti sui quali lavorare per contribuire a plasmare, in un’ottica di sostenibilità, il nostro futuro. Ha rappresentato tutto questo la quarta edizione degli Stati Generali della Sostenibilità Digitale: l’evento che riunisce la Community costituita dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale – che conta ad oggi oltre 100 c-level delle più importanti imprese pubbliche e private del Paese – supportato per questa edizione dai main partner Commvault, Deda Next, DXC Technology, Olidata e R1 Group e che, anche quest’anno nella cornice di Palazzo di Varignana, è stato dedicato ad approfondire i principali temi della sostenibilità digitale, dalla sovranità digitale all’Intelligenza artificiale.
L’incontro assume ancora maggiore importanza in un contesto storico in cui, come sottolineato in maniera volutamente provocatoria dal Presidente Stefano Epifani nel suo keynote di apertura, “la sostenibilità è morta”, così come in grave ritardo – e ormai forse irraggiungibili – sono gli obiettivi di sviluppo sostenibile di Agenda 2030, sui quali il mondo è in linea solo sul 18% dei target. Un quadro che chiarisce, senza mezzi termini, come per riprendere la corsa e vincere la sfida abbiamo adesso bisogno di nuovi “alleati”: e la transizione digitale, se ben indirizzata, è ad oggi il migliore alleato a nostra disposizione.
Sei direttrici strategiche per la Sostenibilità Digitale
“Gli Stati Generali della Sostenibilità Digitale è un appuntamento che negli anni ha consolidato il proprio ruolo come luogo di confronto, analisi e visione sul futuro digitale del Paese”, ha affermato Stefano Epifani. “Constatiamo con soddisfazione come la nostra community continui a crescere, anche accogliendo nuove figure professionali da diverse funzioni aziendali. Questa evoluzione arricchisce il dialogo, amplia le prospettive e permette di rispondere in modo più efficace alla crescente esigenza di pratiche multidisciplinari. Solo attraverso l’incontro tra competenze diverse possiamo infatti mettere la sostenibilità digitale al servizio dell’innovazione dell’intero sistema aziendale, contribuendo a un modello di sviluppo più responsabile, etico, competitivo e orientato al futuro”.
Attraverso un programma ricco e diversificato, con sessioni parallele su temi specifici, tavole rotonde tra esperti di settore e gruppi mirati volti alla definizione di strategie operative, i partecipanti hanno quindi messo al centro del dibattito la sostenibilità digitale come alleato per vincere le grandi sfide che le organizzazioni stanno affrontando. E dalle discussioni, sono emersi i punti più urgenti – declinati in 6 direttrici strategiche – che i c-level dovranno prendere in considerazione già dai primi mesi del 2026 per governare e dare un senso all’innovazione sostenibile supportata dal digitale:
– Garantire sicurezza energetica e accesso a energia sostenibile: l’IA richiede volumi crescenti di elettricità e risorse idriche. L’accesso a energia rinnovabile stabile e competitiva diventa un fattore critico di continuità operativa, con impatto diretto su costi, resilienza e sostenibilità delle infrastrutture digitali;
– Rafforzare la sovranità infrastrutturale delle aziende e controllo della supply chain tecnologica: la dipendenza da pochi Paesi per semiconduttori, cloud e supercalcolo rappresenta un rischio sistemico. Le imprese devono diversificare i fornitori, valutare opzioni di infrastrutture sovrane e integrare il rischio geopolitico nelle strategie di investimento;
– Proteggere e valorizzare il capitale dei dati: i dati sono la principale risorsa strategica del XXI secolo. Governance, qualità, sicurezza e controllo dei flussi diventano leve decisive per innovazione, competitività e conformità normativa, in un quadro internazionale sempre più frammentato;
– Investire su talenti e su competenze tecnologiche avanzate: la scarsità globale di competenze in IA, cloud, semiconduttori e cybersecurity richiede politiche aziendali aggressive su formazione, attrazione e retention. Il capitale umano diventa la condizione abilitante della sovranità tecnologica;
– Collegare strategia energetica e trasformazione digitale: è impossibile sviluppare IA senza una base energetica solida. Per le imprese, integrazione tra transizione verde e trasformazione digitale significa ridurre costi, mitigare rischi e ottenere vantaggi competitivi nei mercati regolati;
– Prepararsi alla multipolarità tecnologica e al nuovo ordine globale dell’innovazione: India, Brasile, Indonesia, Nigeria e Arabia Saudita stanno emergendo come nuovi hub tecnologici. I c-level devono ripensare supply chain, partnership e strategie di mercato in un mondo dove l’innovazione non è più centrata solo su Stati Uniti, Europa e Cina.
“Le sei direttive strategiche emerse dagli Stati Generali della Sostenibilità Digitale rappresentano il framework che guida il nostro impegno verso le aziende italiane”, ha commentato Vincenzo Granato, Country Manager di Commvault Italia. “In Commvault, protezione dei dati e resilienza operativa non sono solo priorità tecniche, ma pilastri della sovranità digitale del Paese”.
“La nostra presenza agli Stati Generali risponde a un’urgenza concreta: gli attacchi informatici crescono per frequenza e potenza, la superficie d’esposizione si amplia e l’automazione accelera i cicli d’offesa”, ha sottolineato Cristiano Rufini, Presidente di Olidata. “Dobbiamo proteggere oggi ciò che potrebbe essere decifrato domani. Per l’Italia questo significa mettere al centro la sovranità dei dati e la continuità operativa delle infrastrutture”.

Un gruppo per la comunicazione digitale sostenibile
Novità di quest’anno è stata poi la sessione dedicata ai Direttori della Comunicazione che hanno dato vita al Gruppo per la Sostenibilità Digitale della Comunicazione, con l’obiettivo di guidare la trasformazione sostenibile della comunicazione d’impresa. “Il gruppo di lavoro nasce in anticipo rispetto ai tempi: credo che oggi la sostenibilità della comunicazione digitale, infatti, non sia un elemento prioritario nelle agende dei comunicatori”, ha spiegato Roberto Ferrari, Promotore del Gruppo. “Però, come nello stile della Fondazione, abbiamo cercato di non guardare solo all’urgenza del momento, ma al futuro. E se questi temi sono ancora un po’ sullo sfondo, diventeranno sempre più centrali”.
Attraverso la collaborazione e la ricerca, il gruppo vuole rendere la comunicazione digitale un fattore abilitante di sostenibilità e innovazione attraverso la definizione di linee guida e strumenti operativi per migliorare l’impatto dei canali e delle attività digitali, così come promuovere pratiche comunicative responsabili, capaci di contrastare la disinformazione e favorire l’inclusione. Ma non solo: l’obiettivo del gruppo è anche quello di costituire una community permanente, in grado di favorire il confronto tra esperti di imprese, istituzioni e mondo accademico.
mySMART Diary, l’IA al servizio della sostenibilità
Nel corso dell’evento, si è tornati anche a parlare del progetto mySMART Diary: la prima web app internazionale sviluppata per supportare terapeuti e pazienti nella gestione dei disturbi alimentari. Un momento importante, essendo il progetto nato proprio nell’ambito degli Stati Generali della Sostenibilità Digitale in seno a Digital4Aid: l’iniziativa della Fondazione che ha come obiettivo quello di sviluppare e donare alla comunità progetti che, grazie al digitale, affrontano temi e problemi collegati agli SDGs di Agenda 2030.
mySMART Diary rappresenta un’importante innovazione nel campo della salute mentale: utilizzando modelli di intelligenza artificiale e mentalizzazione, infatti, permette ai terapeuti di ottenere informazioni dettagliate sulle abitudini alimentari e sugli stati emotivi dei pazienti e, raccogliendo dati in tempo reale, consente di monitorare con maggiore precisione l’andamento della terapia. Per la prima volta dalla nascita del progetto, il team di DXC che ha lavorato alla web app ne ha mostrato – in diretta alla platea – il funzionamento, evidenziando come la sua semplicità d’uso e l’intera struttura della piattaforma sia in grado di rivoluzionare il rapporto tra terapeuta e paziente, rappresentando uno strumento capace di accompagnare e supportare nel percorso di guarigione. “La sostenibilità è un’opportunità per rafforzare il valore sociale della tecnologia, ma richiede un approccio strutturato che metta sempre la persona al centro”, ha commentato Nicola Mangia, Amministratore Delegato del gruppo DXC Technology Italia. “mySMART Diary, la web app sviluppata con la Fondazione, ne è un esempio concreto: dimostra come l’AI possa diventare uno strumento di inclusione e di supporto umano”.
Supporto è la parola chiave: mySMART Diary non vuole, infatti, sostituirsi in alcun modo al terapeuta, ma vuole anzi offrirgli tutti gli strumenti utili per una più efficace cura del paziente: “è uno strumento molto utile per i terapeuti”, ha spiegato Giuliano Castigliego, Direttore Scientifico del progetto, “perché fornisce a noi professionisti in un colpo d’occhio moltissime informazioni mediche e psicologiche, liberando tempo e risorse per una migliore cura dei pazienti”.
I vincitori del Digital Sustainability Award 2025
Ma gli Stati Generali non sono stati solo tavole rotonde, gruppi di lavoro e sessioni parallele. Questa quarta edizione, infatti, è stata anche l’occasione per ospitare la premiazione del Digital Sustainability Award 2025, l’iniziativa promossa dalla Fondazione per valorizzare i progetti in grado di unire trasformazione tecnologica e responsabilità ambientale, sociale ed economica, in conformità ai principi del Manifesto per la Sostenibilità Digitale e alla Prassi di Riferimento UNI/PdR 147.
I vincitori dell’edizione 2025 – rivolta a imprese, pubbliche amministrazioni, startup e organizzazioni formative – sono stati 10: Bludigit, Doxee, Informatica Alto Adige, Rai e Trentino Digitale per il Premio Foundation Member – rivolto a soci e partner della Fondazione – e Digital Innovation HUB Piemonte, INAIL, INPS, Poste Italiane e Sky per il Premio Open – rivolto a organizzazioni e soggetti esterni al network della Fondazione. A queste si sono aggiunte anche quattro menzioni di merito, per Apuana SB S.r.l., SiWeGo S.r.l., MM Spa e Technis Blu S.r.l. “Siamo molto soddisfatti della grande partecipazione a questa prima edizione del Digital Sustainability Award, partecipazione che abbiamo verificato non solo nella quantità delle organizzazioni che hanno concorso al premio, ma anche e soprattutto nella qualità dei progetti presentati”, ha commentato Stefano Epifani. “Non è stato facile selezionare i 10 più meritevoli, perché il livello riscontrato dalla giuria è stato generalmente alto, cosa che oltre a testimoniare un forte interesse al tema della sostenibilità digitale, ci suggerisce che siamo sulla strada giusta”.
Una community con una missione
“Gli Stati Generali della Sostenibilità Digitale sono per noi il luogo naturale in cui essere: qui il confronto diventa visione condivisa e l’innovazione trova direzione e responsabilità”, ha commentato Fabio Meloni, CEO di Deda Next. “Da anni sosteniamo che digitale e sostenibilità non possano procedere su binari separati: significa progettare soluzioni che riducono sprechi, semplificano processi e generano valore misurabile per territori e comunità”.
Confronto aperto tra diversi attori, collaborazione verso un obiettivo comune, sono elementi che da sempre animano la Fondazione, nonché la nascita di questa community. E rappresentano, di fatto, gli elementi fondamentali per indirizzare un cambiamento tanto importante quanto complesso come quello della sostenibilità digitale. “Essere sponsor degli Stati Generali rappresenta, per R1 Group, una scelta di responsabilità e visione”, ha sottolineato Giulio Morandini, CEO di R1 Group. “Siamo convinti che solo collaborando attivamente con istituzioni, aziende e stakeholder si possano creare soluzioni concrete ad alto impatto per la collettività”.
La crescita della community, l’impegno e i risultati espressi in questi quattro anni indicano che la strada è quella giusta. L’obiettivo è chiaro: fare della sostenibilità digitale una leva di progresso. Perché il ritardo sulla sostenibilità può essere colmato, ma richiede una visione comune e azioni immediate. Con il digitale a rappresentare lo strumento abilitante nella costruzione di un futuro migliore.
















