Sostenibilità digitale significa inserire il ruolo della tecnologia in un contesto di sviluppo sostenibile a trecentosessanta gradi. È in questo modo che è possibile mediare tra impatti e benefici ambientali del digitale, ed è così che il digitale stesso può rappresentare l’elemento imprescindibile per abilitare paradigmi importanti – per il presente, così come per il futuro – come quello dell’economia circolare.
È la visione di Plures, nuova multiutility dei servizi pubblici locali nata in Toscana, che è recentemente entrata a far parte del network della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. Ne abbiamo parlato, in questa intervista, con Sara Volino Coppola, Chief Information & Digital Officer di Plures e nuovo membro del Comitato di Indirizzo della Fondazione: con la sua esperienza nel settore IT delle utility, maturata anche in Hera e Acea, ha guidato progetti di trasformazione digitale, innovazione applicativa e ridisegno dei processi e delle architetture tecnologiche. Partendo da un background tecnico di programmazione, ha accompagnato l’evoluzione dei sistemi informativi come leva strategica per la sostenibilità, l’efficienza operativa e l’evoluzione dei modelli di business.
La sostenibilità come impegno quotidiano
“Per Plures, la sostenibilità è un impegno quotidiano”, ha esordito Sara Volino Coppola, evidenziando come questa attenzione preveda la centralità del cittadino, ma anche una riduzione dell’impatto complessivo delle attività aziendali. “Ovviamente c’è grande attenzione al massimo riciclo possibile di tutto il materiale, con un impegno continuo nel coinvolgimento dei cittadini. Ad esempio, abbiamo realizzato un sistema di fatturazione che, in alcuni comuni, premia il rapporto tra raccolta differenziata e indifferenziata, incentivando gli utenti a differenziare al meglio: questo comporta una migliore capacità di riciclo, e di riutilizzo del riciclo. Abbiamo poi molta attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale sotto diversi aspetti: in primo luogo, abbiamo investito su delle implementazioni che hanno l’obiettivo di ottimizzare e ridurre il numero di chilometri percorsi dai nostri mezzi di raccolta. Inoltre, potenziamo le interazioni con i canali digitali in modo da ridurre l’impronta indiretta dei nostri clienti, che possono utilizzare i nostri servizi senza doversi obbligatoriamente recare ai nostri sportelli. E poi, chiaramente, abbiamo un focus particolare sulla creazione di materie prime seconde a fronte del trattamento dei rifiuti”.
Il digitale che chiude il cerchio
Il digitale ha quindi per Plures un ruolo centrale nel rapporto con i clienti. E come raccontato dalla responsabile IT dell’azienda, gestire questo strumento in un’ottica di sostenibilità è una questione di equilibrio, tra l’impatto che genera e i risultati che garantisce. “La sostenibilità digitale è un concetto complesso, su cui lato IT abbiamo continua attenzione cercando di mediare tra i consumi che derivano dal digitale rispetto ai servizi che offriamo. In questo senso, abbiamo una lunga serie di iniziative volte a premiare comportamenti sostenibili abilitati dal digitale che aiutino a ‘chiudere il cerchio: stiamo infatti puntando alla gestione a ciclo chiuso del rifiuto, e qui il consumatore diventa quasi un produttore di un nuovo prodotto, che è la materia prima seconda”.
In questa direzione, la tecnologia digitale diventa l’elemento cruciale per abilitare la piena realizzazione del modello di economia circolare che Plures pone al centro della gestione dei propri servizi. “Per realizzare l’economia circolare abbiamo brevettato dei particolari sistemi di raccolta, come il cassonetto Genius 5.0, che consente di tracciare per ogni individuo cosa e quando viene buttato, e quindi di avere un modello tariffario dedicato, ma ancor di più di lavorare in modo da andare a svuotare i cassonetti solo quando sono pieni o prossimi ad esserlo, e non in base a un giro programmato.
Abbiamo poi trasformato, e stiamo ancora trasformando alcuni nostri servizi partendo dall’idea di andare verso il cliente, e non pretendere che sia lui ad adeguarsi alle nostre regole”, ha continuato Sara Volino Coppola. “In tutto il territorio servito, a breve sarà infatti possibile prenotare il servizio a domicilio per la raccolta di beni ad alta possibilità di riciclo: questo rappresenta un incentivo a riciclare meglio per il cittadino, e un’opportunità di riduzione dell’impronta di carbonio che altrimenti deriverebbe dai cittadini negli spostamenti verso i centri di raccolta. Tutto ciò è sostenuto da una forte struttura digitale che utilizza le nuove tecnologie, dall’IoT alla data platform, passando per la blockchain”.
Verso un obiettivo condiviso
La sostenibilità ambientale – e non solo – passa quindi dalla capacità di guardare al digitale come a un fondamentale strumento trasformativo. Ed è su questo punto che, come sottolineato da Sara Volino Coppola, la visione e gli obiettivi della Fondazione per la Sostenibilità Digitale e di Plures si incontrano, per andare nella stessa direzione. “La sostenibilità digitale deve essere intesa come un impegno continuo nel lasciare alle nuove generazioni un mondo migliore. Noi, come la Fondazione, vediamo il digitale come uno dei mezzi principali per raggiungere la sostenibilità complessiva: è questo l’obiettivo che condividiamo”.
















